L’ospedale entrò in una modalità che non avevo mai visto prima: non un caos di panico e voci, ma una fretta composta, precisa, tenuta a bada con disciplina.
L’ospedale cambiò marcia in un modo che non avevo mai visto. Non un panico che esplode, non urla e confusione: era un’urgenza trattenuta, chirurgica, fatta di ordini sussurrati e passi rapidi. Squilli di telefoni filtravano da porte chiuse. La sicurezza si dispose agli ingressi come una barriera. Arrivò un agente, poi un altro, quasi senza … Read more