Ero sul marciapiede, in mezzo a un pomeriggio qualunque, quando una donna comparve dal nulla come se la città l’avesse sputata fuori. Aveva il viso tirato, gli occhi febbrili, e stringeva a sé un bambino troppo piccolo per capire che la sua vita stava per cambiare. Mi fissò un istante, come se stesse scegliendo tra la disperazione e l’ultima speranza. Poi mi mise il bimbo tra le braccia. E subito dopo mi spinse una valigia contro le gambe—pesante, innaturalmente pesante—come se contenesse pietre. La aprì appena, quel tanto che bastava perché intravedessi fasci di banconote ordinati e sigillati.
«Prendilo, ti supplico!» La donna mi piantò tra le mani una valigia di cuoio consumato, e nello stesso movimento mi spinse addosso anche il bambino, come se stesse passando un testimone in una corsa disperata. Io quasi lasciai cadere la busta con i dolcetti che avevo comprato in città per i vicini del villaggio. «Ma… … Read more