Lui aveva giurato che sarebbe arrivato, e invece la lasciò sola nell’atrio del terminal, con la valigia accanto e il tabellone degli orari che lampeggiava indifferente. Il suo «impegno di lavoro improrogabile» si rivelò una farsa: in quel momento, mentre lei contava i minuti, lui si stava dorando al sole su una spiaggia davanti all’oceano. Cercò di ricacciare indietro le lacrime, inspirando a fondo l’odore di caffè e disinfettante che aleggiava nell’aria. Fu allora che il telefono vibrò. La voce dall’altro capo — calma, quasi annoiata — spazzò via l’ultima briciola di speranza: non ci sarebbe stato nessun incontro, nessuna spiegazione sincera, solo una verità tagliente come vetro. E il suono metallico degli annunci, in sottofondo, segnò la fine di tutto.
Claire era sempre stata una fuoriclasse dei numeri: precisa, scrupolosa, capace di far quadrare qualsiasi bilancio. Doti d’oro in ufficio, che a casa — cominciava a capirlo — suonavano come una condanna. In cinque anni di matrimonio aveva imparato un principio semplice: Mark viveva in un mondo in cui tutto si sistemava da sé. Il … Read more